Pagine

lunedì 15 marzo 2010

e ...riflessioni!

Sono rientrata oggi da un fine settimana a Roma in occasione di ...EDITING MULTIMEDIALE!

Un'esperienza...un' occasione...un traguardo ... una partenza....

Ciò che passa non ritorna, ma ciò che si è conquistato non si perde...!






"...E sono arrivata qui…alla fine del percorso.
Ma cosa è stato?
Sicuramente un’esperienza vissuta,
una nuotata nella rete,
la conquista di uno stile di vita più consono ad un educatore di cittadini della società della conoscenza. Ho imparato il valore della condivisione…
Quante cose mi stanno passando nella mente mentre son qui a fare la conclusione di un resoconto!
Quanto mi ha fatto riflettere Andreas quando, in una lezione, ha detto che tutto ciò che ha è nella rete! Il suo computer è “vuoto”.
Qui ho trovato la morale di questa storia vissuta: siamo tutti autori potenziali nella rete, e, per quanto Internet sia una realtà virtuale infinita, non dobbiamo nasconderci, ma nemmeno “pestarci i piedi”: c’è spazio per tutti. Più siamo e più facciamo massa attiva, creativa, VIVA!
Grazie, ad Andreas, per avermi fatto trovare l’umano in una dimensione che per me era solo tecnica!
Grazie ai miei colleghi, che hanno concretizzato questi principi, mi hanno dato l’opportunità di crescere coltivando le loro connessioni…
Grazie a Romina, una TUTOR,
disponibilissima, rintracciabilissima, costantemente presente:
un altro NODO VIVO”. - ( Da "TRACCE" del percorso di "EDITING MULTIMEDIALE")

...e la storia CONTINUA!

giovedì 11 marzo 2010

...no comment

http://speculummaius.wordpress.com/2010/03/10/a-cosa-serve-il-blocco-dei-libri-di-testo-nella-primaria/

Metafore per "coltivare connessioni"







COLTIVARE LE CONNESSIONI…come si coltiva il proprio orto, con la stessa cura…
I FEED sono gli ortaggi, vanno scelti con cura in rapporto ai propri bisogni, e vanno poi seguiti, come una pianta nell’orto perché possa dare frutti. Una connessione va coltivata con il leggere, riflettere, commentare, rispondere, proporre.
E’ cosa assai dannosa considerare i feed solo dal punto di vista tecnico. Un feed <<…rappresenta una connessione con un essere umano>>, è “cosa viva”.
Cosa dobbiamo fare, allora, per stare on line? Dobbiamo apprendere, approfittando della facilità di stabilire connessioni on-line. Il nostro atteggiamento verso il mondo deve essere di continuo apprendimento e, il vero apprendimento, deriva dalla capacità di cogliere le connessioni.
La metafora della passeggiata nel bosco, un invito che non si può fare a meno di accogliere, lì dove è tanto diffusa l’ansia di sapere tutto o di non sapere tutto, per avventurarsi nel bosco della conoscenza. Quello che serve, invece, è saper “passeggiare” tra i tanti percorsi della conoscenza, per poter trovare e percorrere quello di cui si ha bisogno e non tutto quello che c’è.
La scuola continua a “misurare” la quantità, se prima con sufficiente e ottimo, oggi con i voti anche alla scuola primaria! Quindi, potrà decretare un 6 ad un alunno che, cittadino della "società della conoscenza", ha raccolto molto di quanto gli serviva e, magari, ha manifestato il bisogno di raggiungere altro ancora, ma sarà troppo “non capito” per chiedere aiuto e collaborazione e, allora, spezzerà le sue certezze e finirà nell’ansia del “non sapere”. Il maestro che “sa di non sapere” (Socrate) è quello che serve oggi, quello della qualità e non della quantità, quello che parla poco e ascolta molto, che con rispetto e umiltà è disposto ad ammettere di imparare ciò che non sa, saltando dalla finestra della sua aula e connettendosi con il mondo, che è anche il suo gruppo di studenti e i loro tanti mondi diversi.

mercoledì 10 marzo 2010

Dove sono i nostri alunni?


Quando sono in classe, seduti nei banchi, ubbidienti al richiamo di condizioni e regole di ascolto, di comportamento, di istruzione, separati spesso dal compagno con cui hanno tanto da dire, con cui hanno interessi comuni, con cui potrebbero “distrarsi”, dove sono i “nostri alunni”?

L’insegnante li vede, sono lì, presenti e in silenzio, all’ascolto della lezione…senza essere ascoltati.
In realtà con la loro mente sono altrove -…perennemente connessi con il
mondo esterno, con il proprio ambiente personale, il proprio “personal
environment”, che è cosa diversa dal “personal learning environment
- (da “Coltivare le connessioni”, Andreas Robert Formiconi). E’ una situazione ricorrente e diffusa che i nostri studenti siano connessi con il mondo e isolati a scuola! Proprio la scuola, che, invece,
-…in questa fase di turbolenta transizione verso la società della conoscenza, dovrebbe … educare i cittadini a considerare il proprio “personal environment” come un PLE-, cioè come un PERSONAL LEARNING ENVIRONMENT, l’ambiente in cui si vive un’esperienza di apprendimento, tecnicamente -…il PLE non è altro che un mazzetto di feed mantenuti in un aggregatore, vale a dire un apposito servizio web che chiunque può imparare ad usare in pochi minuti. I feed non sono altro che degli indirizzi internet che ogni sito web offre e che, una volta introdotti nel proprio aggregatore, consentono di appurare in qualsiasi momento in quali siti fra quelli messi nel mazzo ci sia qualcosa di nuovo.- (da “Coltivare le connessioni”, Andreas Robert Formiconi). Se a scuola la personalizzazione si può rintracciare nei voti, il PLE è un ambiente di apprendimento necessariamente personale, diverso dagli altri.

Se il "tempo di scuola vuole essere "tempo di apprendimento", è necessario che, quell’insegnante seduto ancora in cattedra, chiuso nell’aula, controllante e fiero del suo sapere, si connetta con il mondo della “società della conoscenza”, conoscenza non intesa come sapienza fine a se stessa, ma come patrimonio accessibile a tutti e che tutti possono produrre negoziando attraverso la discussione e la partecipazione.

martedì 9 marzo 2010

MA PERCHE’ GLI HACKER FANNO GLI HACKER?

Il prof. Andreas Formiconi ci fa riflettere anche su questo…


Ci vuole gratificazione per “fare le cose” ( A. O. HIRSCHMAN), e la gratificazione che offre la propensione a “fare le cose” per la comunità, per una causa comune, è quella dove non c’è distinzione tra “fase del lavoro” e “godimento del frutto”, perché il lavoro stesso produce gratificazione. Questa è la caratteristica del produrre software open source, perchè i frutti sono immediati e, quindi, gli Hacker fanno gli Hacker per la gratificazione intrinseca che c’è in questo tipo di attività. Ma Hacker non è solo il giovane che ha creatività da spendere e tempo da investire! Anche un professionista può essere Hacker, per la gratificazione di esserlo, per contribuire a fare qualcosa per la comunità. Con Internet la “massa” si esprime e Internet consente di investire i propri talenti e di renderli disponibili a tutti. Il dottor Antoine Rosset e il dottor Kevin Rosemberg sono due esempi di questa realtà. Entrambi premiati dalla APPLE per aver creato OSIRIX, un software open source per le immagini mediche. Nella rete, per essere accettati, si può essere chiunque sappia fare qualcosa, …ma “chi vuole fare bene fa tardi”, cioè, chi ha da investire al meglio non può badare al tempo impegnato, all’ora di servizio, ecc. Gli Hacker sono persone animate da curiosità, che hanno creatività da investire per soddisfarla, ma con un impegno di tempo e di lavoro per far crescere e non per sprecare opportunità e risorse: Il loro lavoro ha favorito la creazione del PC e del MODEM, l’affermazione planetaria di Internet, l’invenzione delle realtà virtuali” . …”( Pekka Himanen “L’etica Hacker”).

CRACKER AND HACKER...

Parlando di ETICA HACKER, è doveroso rilevare che “…gli hacker non sono solo i pirati che rubano dati e inventano virus infernali e rovinano i nostri computer…”( Pekka Himanen).

Per cui è doveroso anche sapere che:
Il termine cracker viene spesso confuso con quello di hacker, il cui significato è tuttavia notevolmente diverso. Alcune tecniche sono simili, ma hacker è colui che sfrutta le proprie capacità per esplorare, divertirsi, apprendere, senza creare reali danni. Al contrario, cracker è colui che sfrutta le proprie capacità (o in certi casi quelle degli altri) al fine di distruggere (i cracker fanno spesso utilizzo del DOS), ingannare e guadagnare” (http://it.wikipedia.org/wiki/Cracker).